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[Data: 20/01/2010] [Categorie: Alimentazione ] [Fonte: wwf] |
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L'impatto della nostra dieta sul clima Nel Regno Unito il 30% dell’impronta nazionale totale di CO2 proviene dalla produzione alimentare 30 per cento del totale. Tanto vale la "quota" di emissioni di gas serra provenienti della produzione alimentare in Gran Bretagna. Il dato emerge dall’ultimo rapporto del WWF UK realizzato insieme al Food Climate Research Network (FCRN). Le stime precedenti davano il dato del 20% ma lo studio lanciato oggi considera un fattore di incidenza fortemente impattante non previsto in precedenza, ovvero il cambiamento d’uso del suolo per la produzione alimentare al di fuori del territorio nazionale. Una delle maggiori cause di emissioni di gas serra è infatti la deforestazione: ogni anno si perde nel mondo un’area di foresta equivalente a mezza Inghilterra (oltre 120.000 km2) e la causa principale di questa perdita è proprio l’espansione del sistema produttivo alimentare, per la produzione di raccolti e l’allevamento di animali. Alla luce dell’aumento del “fattore cibo” nelle emissioni globali, il WWF UK e il FCRN lanciano un appello per un cambiamento radicale nel sistema alimentare al fine di arrestare la deforestazione e ridurre le emissioni derivanti dal settore agro-alimentare. Il nuovo report “Quanto possiamo scendere: una valutazione delle emissioni di gas serra provenienti dal sistema alimentare del Regno Unito per una riduzione entro il 2050” analizza vari scenari sui cambiamenti possibili e i loro effetti. Sono state valutate iniziative di carattere sia tecnologico sia comportamentale, inclusa la de-carbonizzazione dell’energia utilizzata nella catena produttiva alimentare, il miglioramento dell’efficienza e i cambiamenti nei consumi di carne e di prodotti caseari. Se l’industria alimentare deve fare la sua parte nel contenere l’aumento delle temperature medie globali al di sotto dei 2° C rispetto al periodo pre-industriale, le emissioni del settore devono essere tagliate almeno del 70% entro il 2050 e non basta una singola soluzione per una riduzione di queste proporzioni. Il WWF UK e il FCNR premono affinché il Governo e i decision-maker dell’industria alimentare riconoscano che focalizzarsi sulla sola tecnologia non è sufficiente – devono cambiare anche i modelli di consumo.
Tara Garnett, capo del FCRN, ha dichiarato: “Ora ne sappiamo abbastanza per concludere che il sistema alimentare contribuisce in maniera davvero importante ai cambiamenti climatici in atto. Conosciamo inoltre dove e come questi impatti stanno crescendo e possiamo quindi iniziare ad agire per risolvere il problema. Lasciare le cose come stanno non è più un’opzione percorribile.”Il WWF ricorda che la produzione alimentare in Europa è responsabile di quasi un terzo delle emissioni di gas a effetto serra. Per questo anche in Italia il WWF ha promosso alcuni strumenti per aiutare i cittadini a scegliere comportamenti alimentari amici del clima, come il carrello della spesa virtuale, un test on-line realizzato dall’Associazione in collaborazione con l’Università della Tuscia e con la II Università di Napoli, per misurare quanto le nostre scelte quotidiane nei mercati e nei supermercati siano responsabili di emissioni di gas a effetto serra e quindi dei cambiamenti del clima.
Il WWF ha realizzato anche il test on line per calcolare la propria impronta di carbonio >> |
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