Vittoria! La Commissione interministeriale sulle sementi dice no agli Ogm in Italia
La Commissione interministeriale sulle sementi ha chiuso la porta agli Ogm. La decisione è arrivata oggi, nonostante il via libera Ue sulla patata Amflora e alcune varietà di sementi Monsanto. A Roma, oggi, i rappresentanti dei ministeri Politiche agricole, Salute a ambiente, nonché delle Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Veneto hanno espresso un parere negativo sull’iscrizione al registro delle sementi del mais Ogm.
Luca Zaia lo aveva annunciato. “In Italia gli Ogm non entreranno!”.
Domani, venerdì, lo stesso ministro Zaia firmerà il relativo decreto che manderà ai ministro della Salute e dell’Ambiente. Il divieto riguarda tutte la varietà di mais Ogm della Monsanto (un centinaio). La decisione è stata presa all’unanimità dai commissari, sulla base di un dossier presentato dal Friuli Venezia Giulia. Guarda caso, proprio la regione dove risiede quel Silvano dalla Libera che dal 2006 invia ricorsi per liberalizzare gli Ogm e che già stava cantando vittoria, dopo la decisione della Ue.
Secondo il dossier della Regione Friuli Venezia Giulia “le coltivazioni biotech non sono possibili per motivi agronomici e socio-economici”. Cioè, ci sarebbero rischi di inquinamento per il territorio e di contaminazione per gli agricoltori che decidessero di usare biologico o varietà tradizionali. Pericoli resi più concreti dall’assenza di un piano di coesistenza tra le colture tradizionali, Ogm e biologiche.
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