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[Data: 07/04/2010] [Categorie: Sostenibilità ] [Fonte: Equo] |
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Italia incapace di futuro Il rito delle elezioni regionali è ormai compiuto e se qualcuno ha accennato a qualche problema ambientale, come la TAV o il nucleare, a un territorio che frana ad ogni pioggia, ora l’agenda è di nuovo occupata da altri temi ritenuti più urgenti di quelli ambientali: le riforme istituzionali, la giustizia, le intercettazioni telefoniche. Una classe politica (e metto insieme Eppure io in questi giorni, ho incontrato un’Italia diversa. A Bergamo, il 15 Ebbene, io che non vado in giro a raccogliere voti, vi dico che questa crisi passerà, i consumi ripartiranno, per la gioia dei nostri politici di destra e di sinistra, e proprio questo ci riporterà in breve tempo in una crisi ancora peggiore; la ripresa dei consumi non potrà che far riprendere la corsa in alto del prezzo del petrolio, come avviene per tutte le risorse al tramonto, questo trascinerà una ripresa dell’inflazione, una salita del costo degli alimenti che aggiungerà altre centinaia di milioni di affamati al miliardo attuale, e i consumi torneranno a calare. Continuando con le vecchie ricette economiche passeremo di crisi in crisi e solo questo ci impedirà di esaurire entro il secolo il petrolio, il metano l’uranio e poi anche il carbone. E così la miseria generata dalla sequenza di crisi ridurrà le minacce dei cambiamenti climatici e tutte le altre crisi ambientali che essi aggravano, come le crisi dell’acqua. Ma questo esito non se lo augura nemmeno il più ottuso degli ecologisti amanti del wilderness. Io sono convinto che il mondo può avere un futuro migliore del presente, solo se saprà riconoscere che stiamo ad un punto di svolta, che il passato non può ritornare e che dobbiamo lasciarci alle spalle il vecchio armamentario tecnologico, il carbone, il petrolio, il nucleare, il mito della motorizzazione di massa, ed altre fantasie irrealizzabili per una umanità che sarà entro questo secolo di 9, 10, 15 miliardi di individui. Dobbiamo lasciarci alle spalle il regionalismo ottuso ed ignorante che oggi impera e dobbiamo pensare ad uno sviluppo strettamente articolato sulle diversità geografiche, culturali ed ambientali, non fatto per ergere steccati ma per creare ponti di collaborazione e scambio fra diverse identità; la paura del diverso e del nuovo nasce dall’ignoranza, da una fragilità di valori, che stanno dietro alle presunte identità urlate nelle piazze. La storia ci insegna che l’ampio consenso non è affatto garanzia di esser sulla strada giusta. L’utopia che vi propongo è che da quel grande partito che oggi non va votare, nascano tante minoranze creative, che sappiano liberarsi di tanti politici ignoranti ed arroganti perché anche loro sono dei vecchi arnesi che non servono per costruire un futuro migliore, anzi sono zavorra che sta facendo sprofondare il paese in una arretratezza scientifica e tecnologica senza precedenti, in un abbrutimento etico e culturale che toglie ogni speranza alle nuove generazioni. Alla prossima utopia. |
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