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[Data: 02/12/2010] [Categorie: Politica ] [Fonte: Altrenotizie.it] |
[Autore: Emanuela Pessina] |
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Verdi tedeschi tra proteste e proposte
BERLINO. Trent’anni fa erano un partito di minoranza radicale e di dubbia prospettiva, oggi i Verdi tedeschi hanno tutte le carte in regola per diventare il nuovo partito del popolo e fanno paura tanto alle forze di Governo quanto alle maggiori forze di opposizione. Questo il quadro che si presenta in Germania alle porte del 2011, l’anno delle elezioni per i Landestag (o parlamenti regionali) di sei regioni federali, il primo banco di prova in attesa delle legislative del 2013. E tuttavia rimane da chiarire la natura dell’uragano verde: i Verdi sono un fenomeno politico concretamente sostenibile dalla realtà delle cose? “I Verdi? Non sono un partito, sono degli idioti ambientalisti destinati a scomparire presto”. Così li presentava il cancelliere socialdemocratico Helmut Schmidt nel 1990.Ma non è stata né la prima, nè l’ultima delle valutazioni dell’ex-Cancelliere diverse da quelle dei suoi cittadini. Secondo i più recenti sondaggi, infatti, i Verdi riscuotono la fiducia degli elettori soprattutto grazie agli argomenti in materia energetica, poiché danno l’idea di poter rimanere fedeli ai propri principi anche in caso di effettiva elezione. E la questione energetica, assieme a quella ecologica, costituisce uno dei temi centrali del ventunesimo secolo: sia essa rinnovabile o nucleare, l’energia è il nodo principale di qualsiasi programma elettorale. Una recente analisi dell’autorevole settimanale di sinistra Der Spiegel ha dimostrato che i Verdi tedeschi trasmettono ai loro sostenitori la sensazione di stare dalla parte del giusto: un voto a favore dei Verdi è una voce contro tutte le forze politiche, di destra o di sinistra poco importa, che si sono palleggiate il potere negli ultimi anni. Chi li vota si sente a posto con la propria coscienza e non ha bisogno di giustificazioni: il cambiamento climatico e le centrali nucleari, così come la parità dei sessi, sono al centro dell’attenzione mediatica e individuale da diversi anni.
Tanto per cominciare, il recente congresso dei Verdi tedeschi ha mostrato un partito più terra terra che mai. Il partito di Caludia Roth e Oezdemir non si è limitato a ribadire un secco no a Stoccarda 21, la mega infrastruttura che dovrebbe andare a sostituire la vecchia stazione di Stoccarda, e al prolungamento dell’attività delle centrali nucleari, le questioni di grande attualità per cui la Germania è scesa in piazza negli ultimi mesi. Anche i più critici hanno notato una nuova motivazione a offrire soluzioni concrete anche a problemi di minor risonanza mediatica, soprattutto in ambito economico e sociale. All’ordine del giorno c‘è stata innanzitutto l’imposta comunale sull'industria e sul commercio. La maggioranza degli esponenti del partito ha votato per l’estensione della tassa a una più ampia fetta di liberi professionisti e aziende, così da aumentare gli introiti dei singoli comuni. Al momento, solo un terzo delle aziende con partita Iva paga la tassa: i Verdi hanno lamentato una grave mancanza cui vogliono porre rimedio con ogni mezzo. I Verdi si sono inoltre espressi a favore dell’aumento percentuale della tassa sulla ricchezza, un’imposta che la Germania ha inventato per i più benestanti. Per ogni euro guadagnato oltre i 52’152 euro annuali, i cittadini tedeschi sono tenuti a pagare allo Stato federale una tassa di 42 centesimi. Ora, i Verdi hanno intenzione di aumentare questo contributo a 45 centesimi per ogni singolo euro. Per quel che riguarda la sanità, invece, i Verdi hanno proposto di alzare il margine di reddito sotto cui non vengono detratti i contributi per l'assicurazione sanitaria obbligatoria. Il messaggio, in sostanza, è chiaro: per i Verdi, i tagli alla spesa pubblica non sono la via di uscita alla crisi finanziaria globale.
In quest’ultima regione, da sempre considerata la roccaforte del partito, i Verdi hanno la chance effettiva di vincere le regionali del 2011: alle ultime elezioni hanno ottenuto l’11.7% dei voti e sono entrati a far parte del parlamento regionale come terza forza politica dopo CDU e SPD, schiacciando di qualche punto i liberali. Gli ultimi sondaggi li danno a oltre 20%, un punteggio che supera notevolmente quello dei socialdemocratici. E, alle porte delle regionali del 2011, anche il trend generale dei Verdi è in continua crescita: su tutto il territorio tedesco, gli ultimi sondaggi li danno in aumento di ben 12 punti percentuali rispetto alle legislative del 2009. La forza dei Verdi è la capacità di conquistare nuovi ceti di elettori, hanno rilevato i più attenti, cosa che riesce ormai difficile agli altri partiti tedeschi e alle loro politiche lobbistiche e ammuffite. Inoltre, non sono solo gli elettori a percepire la nuova forza dei Verdi: durante il Congresso di partito di settimana scorsa, la Cancelliera Angela Merkel, più aggressiva che mai, ha inveito più contro i Verdi che contro i socialdemocratici di Sigmar Gabriel, quasi a sancirne il rilievo. Come a dimostrare che i veri rivali delle CDU sono i Verdi di Claudia Roth e non l’SPD. E, in effetti, la discussione politica, negli ultimi tempi, sembra essere stata polarizzata dai Verdi: l’SPD fa fatica a trovare la sua identità perché i Verdi non lasciano spazio. In attesa che socialdemocratici, Verdi e Linke costruiscano una piattaforma di governo comune, la CDU sembra ancora poterla fare da padrona. |
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